Un programma didattico visto sulla carta risulta essere spesso schematico ed è perciò sempre soggetto a cambiamenti, aggiustamenti e arricchimenti.
L'esigenza di queste modifiche è legata al rapporto unico e personale che nasce tra l’insegnante e l’allievo. Il percorso viene modellato in base alle esigenze ed alle aspettative di ognuno, tenendo comunque conto che il programma didattico è un punto di riferimento importante con il quale l’allievo si deve confrontare. E’ cura dell’insegnante proporre cose piacevoli, che divertano, stimolino: l’allievo è sollecitato alla ricerca, ad essere propositivo con il suo contributo creativo e intellettuale al lavoro. Uno dei ruoli dell’insegnante è quello di far crescere l’amore, l’interesse, la curiosità e la cultura per la musica attraverso vari percorsi e sistemi possibili. Un altro ruolo è quello di aiutare a risolvere i problemi che si presentano in ordine al rapporto fisico e psicologico con la Musica e le possibilità concrete di impararla ed eseguirla. La vastità degli argomenti possibili rispetto a qualsiasi argomento musicale è la ragione per cui non si può mai prevedere un programma completo nei dettagli: sarà il rapporto insegnante/allievo a decidere le modalità di approfondimento e di attuazione: si mira quindi ad una collaborazione costante e reciproca.
Il programma qui presentato è stato suddiviso in tre moduli. La durata di ogni modulo dipende dalla volontà, capacità di apprendimento e dalle qualità di ogni singolo allievo e non è quantificabile a priori.
Modulo n°1
Questo modulo riguarda l’insegnamento dello strumento per i principianti o chi comincia l’attività musicale e comprende una serie di nozioni teoriche (non nel senso accademico del termine) e pratiche che non si possono dare per scontate e che spesso non sono acquisite completamente anche in allievi che potenzialmente potrebbero accedere a livelli successivi. Lo sviluppo dei temi proposti non è da intendersi in senso cronologico: ogni argomento interagisce in maniera libera con gli altri, perchè bisogna tenere conto della personalità, dei desideri e delle difficoltà di ogni singolo allievo.
*Impostazione sullo strumento: movimenti corretti della mano destra e della mano sinistra e verifica di eventuali difficoltà motorie, ritmiche e di coordinazione dei movimenti.
*Il ritmo: verranno sviluppati gli argomenti di carattere più generale e le problematiche riguardanti la quadratura.
*Il suono: controllo dell’emissione sonora/dinamiche/come personalizzare il suono
*Intonazione: verifica della capacità di cantare semplici melodie. Prime forme di “ear training".
*Accordi: sopratutto quelli più usati nella musica leggera (Magg, min, 7, m7, 7 Magg, dim, ecc), sui primi capotasti poi su tutta la tastiera.
*Esercizi ritmici atti a riconoscere e padroneggiare le più semplici figure ritmiche per poi utilizzarle nei ritmi di uso comune nella musica leggera. Semplici dettati e letture ritmiche (va precisato che per questo argomento non è necessario nessuno studio teorico anche se introduce argomenti molto utili nelle fasi successive e suscettibili di essere poi sviluppati in uno studio sistematico della teoria musicale). Uso del metronomo.
*Repertorio di brani da eseguire che verrà scelto tenendo conto delle difficoltà che può affrontare l’allievo, ma anche dei suoi gusti.
*Preparazione all’uso delle note singole: esercizi tecnici adeguati, primi brani come solista e, se è nella mentalità dell’allievo, prime semplici forme di improvvisazione.
*Indirizzare ad un ascolto più critico, profondo e vario della musica (lettura di libri, articoli, riviste specializzate e, se fosse possibile, costruire una fonoteca assieme agli allievi utilizzando nastri o altri supporti per poter ascoltare cose nuove e scambiarsi esperienze d’ascolto). Riteniamo questo argomento di vitale importanza per un serio percorso didattico in quanto da una visione limitata della musica scaturiscono poi progetti e produzioni altrettanto scadenti e limitate.
*Facilitare l’incontro fra gli studenti e la possibilità di suonare assieme.
*Ogni fase di questo percorso è supportata dall’utilizzo del migliore materiale didattico sul mercato e dall’uso di supporti audio come basi, midi files, mp3 ecc. anche personalizzabili con l’uso del computer che consente di predisporre e adeguare questi elementi alle esigenze di ogni allievo.
Modulo n°2
Un gran numero di ragazzi si avvicina alle scuole di musica in questa fase: imparate in modo più o meno empirico una serie di cose c’è il desiderio di approfondire lo studio dello strumento, desiderio spesso sollecitato dall’esigenza di suonare in un gruppo. Bisognerà perciò verificare quanto è necessario fare per completare gli argomenti del modulo n°1 così basilari da non potersi tralasciare: cosa da fare anche se si cominciano le materie di questo modulo.
L’argomento principale qui proposto è il BLUES. Non è questa la sede per soffermarsi sulla straordinaria importanza di questa materia dalla quale gli allievi possono imparare una serie infinita di nozioni, colori, pratiche esecutive, stili, la capacità di padroneggiare sia dal punto di vista armonico che melodico una struttura e molto altro ancora.
Ovviamente tutti questi materiali possono essere facilmente adattati al rock (in ogni sua sottospecie stilistica) in quanto questa musica deriva proprio dal blues e saranno un ottimo trampolino di lancio sia per chi vorrà approfondire le tecniche più avanzate sullo strumento (tapping, ecc.), sia per chi vorrà approfondire lo studio orientandosi verso gli stili Jazz/Fusion.
Va stimolato l’interesse ad un rapporto più profondo con la musica attraverso l’ascolto dei grandi maestri di questo genere (ma anche di altri stili musicali), nonchè letture adeguate che conducano ad una visione delle cose più corretta, professionale: tra l’altro questi linguaggi non accademici si trasmettono più correttamente attraverso un rapporto che non privilegi la parola scritta (in questo caso è una “parola” musicale), ma attraverso un rapporto orale con la stessa che nel caso della musica è ovviamente determinato dall’ascolto. Va pertanto incrementato il punto al modulo n°1 che riguarda la necessità di costruire assieme all’allievo dei percorsi musicali adeguati ad un accrescimento culturale.*Struttura del blues: la forma più semplice con gli accordi I IV V in varie tonalità sui primi capotasti, poi su tutta la tastiera. Estensione delle armonie di base con accordi di 7/9, 11, 13 sempre sviluppati su tutta la tastiera. Armonizzazione del giro con particolari note al canto (Sempre sulla struttura con tre accordi)
*Arricchimento della struttura del blues con altri accordi (II V, turnarounds ecc.)
*Esercizi di tecnica giornaliera (diversi e più complessi di quelli visti nel modulo n°1 in quanto preparatori di tecniche esecutive più complesse). Favorire l’abitudine ad utilizzare tutta la tastiera.
*Scala pentatonica: patterns sulla pent., connessione fra le varie diteggiature su tutta la tastiera.
*Studio dell’improvvisazione partendo da primi facili assoli, poi sempre più complessi, che servono all’allievo per “capire” come sviluppare propri assoli ed uno stile personale. Incrementare la capacità di “sentire” quello che si sta suonando (ear training finalizzato all’improvvisazione, memorizzazione e canto di frasi, ecc.)
*Scala blues (pent. + 5b). Se il lavoro sulla pentatonica è stato ben fatto l’allievo riporta con facilità tutto il lavoro fatto su questa nuova scala assimilandone presto la sonorità.
*Studio degli arpeggi (soprattutto degli accordi che si incontrano studiando le strutture armoniche) e analisi delle diverse possibilità melodiche che implicano rispetto alle scale. Questo comporta anche una certa trattazione teorica che può essere fatta anche in maniera non esaustiva dell’argomento in questione ma finalizzata solo alla comprensione dei meccanismi di base degli argomenti in discussione.
*Studi su vari stili e musicisti di blues.
*Ampliamento delle capacità ritmiche finalizzandole soprattutto all’improvvisazione.
*Connessione fra il blues ed i vari stili del rock applicando le cose imparate anche su altre strutture.
*Costruzione assieme all’allievo di un vasto repertorio che può comprendere sia classici del blues e del rock che pezzi recenti tenendo sempre conto dei gusti di ognuno.
Va anche qui precisato che gli argomenti sopra esposti non devono intendersi in ordine cronologico ma utilizzati in modo vario ed adatto ad ogni singolo allievo e che è possibile avere il materiale sia in notazione che in tablatura per rendere sempre accessibile ogni aspetto del programma.
Ampio utilizzo di supporti audio/video e di basi su cui esercitarsi.
Modulo n°3
Questo terzo modulo è il più complesso dal punto di vista musicale e perciò è altamente raccomandata una profonda conoscenza teorica, utile per capire in profondità i meccanismi che muovono la materia qui trattata. Alcuni argomenti qui esposti potrebbero essere svolti ancora in maniera “empirica” utilizzando schemi, intavolature, ecc: si rimarrebbe però troppo vincolati a certi schemi e si avrebbero poche possibilità di analizzare i materiali a disposizione e quindi anche meno possibilità di utilizzarli in maniera creativa.
Gli argomenti trattati in questo modulo sono i seguenti:
*Sviluppo della tecnica a livelli professionali (virtuosismo strumentale).
*Ear training su intervalli, scale, accordi ecc.
*Consigliata una buona lettura: non è necessaria la prima vista.
*Studio completo della grammatica musicale (consigliata) comunque sempre correlata ad un utilizzo pratico della musica.
*Scala maggiore e suoi modi.
*Scala minore armonica e suoi modi.
*Scala minore melodica e suoi modi.
*Armonizzazione delle scale e studio dei rapporti fra gli accordi generati da queste e la scale stesse (e i relativi modi). Arpeggi.
*La scala diminuita.
*La scala esatonale.
*Studio dell’armonia e dei meccanismi inerenti questa specifica materia.
Ogni argomento qui proposto è di una vastità tale da poter essere suddiviso in una quantità di specifiche trattazioni sulle quali non è possibile dilungarsi in questa sede.
E’ comunque opportuno sottolineare che questa straordinaria mole di materiali deve diventare linguaggio e perchè questo accada bisogna assimilare queste cose in questa ottica. Si faceva notare al modulo n°2 che questi linguaggi pur se suscettibili di profonde trattazioni teoriche mantengono una accezione orale nell’approccio ed è questa la maniera più naturale per conoscerle: per poter comprendere e suonare questa musica bisogna ascoltarla molto, amarla, praticarla con assiduità e passione, imparare dall’ascolto dei dischi non solo dalla carta (ecco in sostanza la oralità dell’approccio), conoscere e studiare l’opera dei grandi inventori di questa musica. Senza questo tipo di disponibilità non è possibile imparare: nella migliore delle ipotesi si ottiene un vuoto calligrafismo che non può esprimere nulla di importante.